A SPASSO NEL NUOVO MONDO

Ogni luogo ha la sua “aria”
e improvvisamente il mare m’immerge in richiami e sentire, sospesi.

da: Francesca Salvador, Nel paese dei balocchi

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Sono appena a Villa San Giovanni e già questo stare dentro me mi prende. Lo sguardo vira su una nebbia, una bruma. Sotto i dirupi, poi colline e spazi aperti.

Sento che questa è una specie di terra di mezzo che sta in me, è lo spazio che sta tra me e tutte le cose e le persone del mondo. È un luogo sereno e libero che pian piano s’è aperto in me dato che, crescendo, sono riuscita a fare il distacco dalle persone anche da quelle che amo e ho amato. Questo spazio è lo spazio della mia anima, grande e sempre nuovo, qui non sono sola, questo spazio mi parla e da esso emergono cose sempre nuove.
La lettura della realtà si fa da fuori a dentro. Solo quando si decide che ciò che abbiamo davanti, fuori di noi, è il risultato del nostro pensiero e sentimento, cominciamo a comprendere il nostro pensiero, a vedere gli schemi. Solo da questo punto di contatto indissolubile tra pensiero e fatto, che nell’oggi viviamo come fatto-pensiero, possiamo renderci conto che siamo i creatori della nostra realtà. Compreso questo possiamo iniziare ad evolvere la nostra realtà interagendo, questa volta, con la realtà.
Noi creiamo il buio e le tenebre, la materia oscura dell’universo. Siamo noi.
Che cos’è.
È ciò che ancora non abbiamo portato alla luce, ovvero nel mondo della materia e, insieme, sono i pezzi di esperienza risucchiati e rinviati oltre il velo illusorio. Spesso coinvolge più persone o eventi. Sigillati, nel loro spazio-tempo e criptati da un codice, una password.

Cos’è il codice o password?
È l’emozione.
Mi inoltro, ogni mattino, in un vasto orizzonte di emozioni, e il quotidiano si apre a incontri, eventi che sono connessi all’oltre, a ciò che sta ed è fuori dal questo tempo-spazio, oltre questa mia vita ma comunque qui, accanto a me. In me.
Che cosa ri-contatta l’evento e lo può aprire? Quale il centro d’ascolto, di ri-cezione?
L’emozione, questa dinamica energetica che funziona come un enzima e come l’enzima ha delle chiavi-codici che fanno da mediatori tra il mio oggi, ciò che incontro, e l’esperienza che sto vivendo in altri universi.
Osserviamo le parole e le lettere: emozione -enzima
notiamo le lettere o archetipi in comune: e -m-z-n-i.
Potremmo analizzare gli archetipi coinvolti, ma per questo rinvio a Archetipi, la danza della vita .

Permessa, l’emozione, lasciata scorrere ed agire, funziona come l’enzima: aggancia e porta al di qua del velo l’evento che sono io, che sta nell’universo accanto, connesso con l’oggi. Mi vivo nell’evento. E mi ri-conosco. Lo sento, mi prende, m’avvolge, mi porta, si scioglie e, ecco colgo la forza, è una col pensiero lontano che ha fissato la forza, ne ha fatto un nodo, un ganglio criptato. Ecco, colto lo schema, mentre l’energia continua a scorrere, è sciolto. La materia oscura, l’abisso, la zona d’ombra che tanto temiamo di noi stessi, dell’umanità, della creazione è questo.
Anche ciò che definiamo “Satan” è questo, è una grandissima funzione. “Diaballein” da cui ha origine la parola “diavolo”, in greco divisione. È la funzione del separare. Ma separare, se sappiamo che tutto è UNO, non è una realtà, semplicemente una chiave. Ma finché lo reprimiamo, lo confliggiamo, lo ostacoliamo, il Satàn, resta una forza che crediamo estranea e nemica. Altro non è che una dinamica, impariamo ad agirla.
Ecco perché l’età dell’oro è stata ed è sempre presente, è nell’oggi che abbiamo sempre vissuto. È capace di essere luce e ombra, bene e male, conosciuto e non-conosciuto, angelo e demone e, accettato di noi stessi, serenamente, ci fa espandere. Lasciamola essere e lei diventa l’energia debole… più forte.
È possibile, basta che nel momento in cui vorremmo porci davanti all’emozione scomoda, serpente che sale, vorremmo bloccare.
Basta dire: “Ma in fondo, che m’importa, lasciamola andare”.

Questo è l’attimo del tempo-spazio di mezzo. Che attimo dev’essere e niente di più. Non guardiamo indietro, non soffermiamoci su ciò che eravamo.
Siamo già approdati nel nuovo universo.

villa s g   Stretto di Messina

da Francesca Salvador, Nel paese dei balocchi, Youcanprint

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